Copertina del volume

Il nuovo saggio dell'economista Giorgio Roverato

L'industrializzazione diffusa
Storia dell'economia padovana 1923-2003

E' stato presentato giovedì 6 ottobre 2005 presso la sala convegni della Cassa di Risparmio, in via VIII febbraio. Oltre all'autore - docente universitario padovano di Storia dell'economia e Storia dell'impresa - sono intervenuti il prof. Gilberto Muraro e il giornalista del Gazzettino, Francesco Jori. Il volume, edito da Esedra, è stato in parte sponsorizzato dal Consorzio Zip. La stessa immagine di copertina è una veduta aerea della zona industriale di Padova.


Pubblichiamo integralmente qui di seguito la premessa di Zip apposta ad alcune copie del volume.

Da 50 anni in Veneto un’azienda pubblica crea sviluppo, lavoro e crescita economica

L’impegno di Zip: pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile

Il Consorzio attua politiche industriali attraverso la gestione integrata del territorio, al servizio delle imprese e dell’economia.

La salvaguardia della memoria storica relativa allo sviluppo della zona industriale di Padova è uno degli impegni che il Consorzio Zip si è assunto fin dalle sue origini, provvedendo alla costituzione di un archivio sempre più ricco di documenti e immagini che ben testimonia la trasformazione di questa ampia porzione del territorio padovano.

Un piccolo esempio di questa raccolta, per quanto concerne le foto storiche dal 1961 al 1981, è consultabile nel “chi siamo” del suo sito internet www.zip.padova.it. Numerose sono comunque anche le pubblicazioni e gli studi editi dal Consorzio sul presente, passato e futuro dell’area.

In questo suo mezzo secolo di storia, lodevole è stata anche la cura con cui Zip ha provveduto alla salvaguardia di beni monumentali esistenti nel territorio di sua competenza, basti ricordare il convento di S.Orsola, di cui rimangono poche vestigia all’interno del Parco del Roncajette, Villa Barbieri, Villa Mistrello, la Chiesa di San Gregorio, Villa Miari e infine la Chiesa di San Clemente di Granze che, tra l’altro, da quest’anno ospita anche una mostra storico–fotografica sulle origini della zona industriale. Da annoverare, infine, tra i beni culturali conservati, anche alcuni edifici, privi di particolari pregi architettonici, ma testimoni dell’edilizia rurale del tempo passato.

Ciò detto, non va però dimenticato che, per sua stessa natura, l’azienda Zip è proiettata allo sviluppo futuro dell’economia padovana. Se così non fosse, grave sarebbe il torto che si consumerebbe nei confronti di quegli “attori istituzionali degli anni Cinquanta” su cui si estende l’indagine di questo volume. Ci riferiamo al sindaco Cesare Crescente, al presidente della Camera di commercio, Mario Volpato, al rettore dell’Università, Guido Ferro, agli onorevoli Gui e Bettiol che – con la loro lungimiranza – hanno orientato la crescita dell’intera provincia fino ai giorni nostri.

Il Consorzio, insomma, resta uno strumento di attuazione di politiche industriali (e quindi di sviluppo economico) che concretizza i suoi obiettivi anche attraverso la gestione integrata del territorio al servizio delle imprese, dei soci e dell’economia pubblica e privata. La sua area di intervento è di oltre 10 kmq a Padova (un nono dell’intero comune) e circa 2,5 kmq in rete regionale. La sfida che ha colto è quella di rispondere a una richiesta di sviluppo sostenibile – in termini ambientali, economici e sociali – capace di soddisfare le esigenze delle imprese e dei lavoratori.

In base a una recente indagine sulle necessità insediative nella zona industriale di Padova e alle conferme annuali delle richieste di assegnazione (procedura prevista nel Sistema Qualità Iso 9001 Vision 2000 di Zip), risulta tuttora elevata la domanda di insediamenti nel comprensorio o, comunque, nelle sue immediate vicinanze. Forte anche la richiesta di una maggiore offerta di servizi strutturali e infrastrutturali.

Il “Piano di Sviluppo” di Zip diventa così un “Piano di Sostenibilità” in cui i vantaggi ambientali e sociali finiscono per superare quelli economici. In sintesi Zip deve generare valore (sostenibilità economica), distribuirlo (sostenibilità sociale) e fare ciò proteggendo ed “esaltando” l’ambiente (sostenibilità ambientale).

A tale scopo, tra le principali azioni strategiche da avviare nel comune di Padova, Zip ha individuato la possibilità di un ulteriore ampliamento verso sud, nonchè la riqualificazione della vecchia zona nord. In ambito provinciale, invece, lo sviluppo sarà collegato alla creazione del Parco dei 3 Comuni (Ponte S. Nicolò, Legnaro e Polverara); intervento che interesserà un’area di circa 6 milioni di mq, tra il Roncajette e la Piovese, destinata ad ospitare aree verdi attrezzate e insediamenti d’avanguardia operanti nel campo della ricerca e dell’innovazione.

Complessivamente si tratta di scelte che potrebbero produrre circa 4 mila nuovi posti di lavoro e un volume d’affari annuo di oltre 1,3 miliardi di euro.

Tra le azioni strategiche di sostenibilità sociale individuate da Zip nel suo Piano di sviluppo va ricordata invece la creazione di nuovi servizi strutturali e infrastrutturali per la logistica e la viabilità, nonché per l’edilizia residenziale. L’intervento più significativo, in questo ambito, sarà però la creazione del nuovo Centro servizi di via Messico, ormai noto col nome di “Zippone”.

Il futuro di Zip resta comunque legato al polo della sostenibilità ambientale. Qui le azioni strategiche individuate dal Consorzio si articolano in vari progetti che coinvolgono partner diversi: dagli scout della Cngei alla Fondazione Cariparo; dalla Regione Veneto alle amministrazioni comunali di Padova, Ponte S. Nicolò, Polverara e Legnaro; dalla locale Università alla Harvard Design School. E’ ancora su questi temi che il Consorzio Zip è coinvolto nel progetto Siam per lo sviluppo e la sperimentazione di un modello di area produttiva sostenibile, finanziato da Life Ambiente (Ue) e promosso da Enea.

Ma lo sviluppo del Consorzio passa anche attraverso la sua capacità di saper trasferire ad altri il notevole know–how ormai acquisito. E’ in quest’ottica che Zip ha promosso ed è entrata in varie società di trasformazione urbana destinate alla creazione di nuove aree industriali in altri comuni del Veneto. Basti citare la nuova zona di 700 mila mq che sta sorgendo a Cittadella o l'operazione ancora più importante (oltre 1.400.000 mq) che sta interessando i comuni di Villa Marzana e Arquà Polesine nel Rodigino.

E’evidente, insomma, che il Consorzio ha tutt’altro che finito la sua funzione. Non si può, infatti, pensare di rinunciare completamente al manifatturiero a causa della delocalizzazione e nemmeno è ipotizzabile che la zona industriale di Padova si trasformi in un immenso centro commerciale o terziario. Tuttora il comprensorio può contare sulla presenza di tantissime eccellenze, basti ricordare aziende come la Peroni, Sit la Precisa, Main Group, Miny Gears, Gsb (ex Sangati), la Carraro, la Morellato, la Safilo, Varisco Pompe e la Fisher che a Padova mantiene la sua area di ricerca e sviluppo. C'è poi il terziario avanzato, con le banche dati di Cerved e Infocamere e la sede di Engineering. Né vanno dimenticati il Centro Grossisti, con le sue 70 aziende e i suoi 500 dipendenti, e l'Interporto che potrebbe garantirsi altri vent'anni di sviluppo raccogliendo il traffico merci del famoso Corridoio 5 Barcellona-Kiev.

L’auspicio di Zip, in definitiva, è che di nuovo – come mezzo secolo fa – gli amministratori pubblici padovani sappiano stringere un patto trasversale di largo respiro che, puntando su pochi principali obiettivi, risulti capace di garantire un ulteriore, ampio orizzonte di crescita all’intero comprensorio.